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Le ultime novità editoriali

copertina 150 feste antiche

Le ultime novità editoriali 

Tra le ultime pubblicazioni delle edizioni Menabò c'è il libro "Abruzzo 150 antiche feste" di Maria Concetta Nicolai. Una raccolta di feste tradizionali, comprendente gli eventi più caratteristici, anche se a volte poco conosciuti non inseriti nei circuiti turistici, che sempre più spesso propongono le emergenze artistiche, ambientali e quelle antropologiche di un territorio.

 

Le feste sono proposte per la loro valenza di aggregazione sociale in cui la comunità si riconosce come ad esempio quella dei Banderesi a Bucchianico, la Sagra del Narciso in fiore a Rocca di Mezzo, la Sagra delle Ciliege a Raiano, il Catenaccio a Scanno, il Palio delle Pupe a Cappelle sul Tavo o infine la Fiera di Sant’Egidio a Lanciano, La Giostra cavalleresca di Sulmona, il Mastrogiurato di Lanciano e il Toson d’oro di Vasto e molte altre ancora.

Nel volume sono inserite anche alcune feste del vicino Molise, in quanto per struttura e funzione erano molto aderenti a quelle praticate in Abruzzo, di cui spesso, oltrettutto rappresentavano una variante più conservata e significativa. 

Seguendo il ciclo delle stagioni e collocate per date sono raggruppate per tipologia in capitoli, ognuno dei quali è aperto da una proposta interpretativa ed ogni festa ha una scheda che comprende una breve descrizione, una bibliografia aggiornata ed essenziale con le informazioni utili per una visita al paese. 

In appendice, nella sezione “I Paesi della festa”, infine, si danno le informazioni storiche e artistiche di tutte le località interessate, in schede disposte per ordine alfabetico. 

 

Abruzzo 150 antiche feste di Maria Concetta Nicolai. Prefazione di Lucia Arbace

 

copertina civita d'antinoCivita d’Antino 

di Johannes Jorghensen Prefazione di Antonio Bini. Saluto dell’Ambasciatore Birger Riis-Jørgensen. Presentazione di Stig Holsting. Traduzione di Bruno Berni. La nuova edizione è curata da Antonio Bini, come la prima edita nell’anno 2005

 

Ad un secolo di distanza dal catastrofico terremoto che sconvolse l’Abruzzo e in particolare la Marsica esce la nuova edizione in lingua italiana di “Civita d’Antino” del poeta e scrittore danese Johannes Jorghensen

Il biografo di San Francesco d’Assisi restituisce nel libro una testimonianza lucida e al tempo stesso intensa e commovente del dramma vissuto dalla popolazione, della distruzione, dei morti e feriti, ma anche della generosa opera di volontari e militari. Drammatica e prolungata la descrizione di Avezzano, interamente distrutta. Scriverà dell’impressione di essere tornato da un campo di battaglia. 

Il suo racconto, pubblicato a Copenaghen nel 1915, aveva in particolare l’obiettivo di informare i tanti danesi che conoscevano molto bene Civita d’Antino, attraverso le tante opere di decine di artisti, amici o allievi di Zahrtmann. La notorietà del paese abruzzese in Danimarca è d’altra parte implicita nel titolo del racconto. Oltre alle migliaia di vittime (trentamila), il terremoto segnò la fine di una straordinaria stagione artistica, scivolata lentamente nell’oblio.

 

copertina_Non si può incatenare il soleNon si può incatenare il sole. Storie di donne nelle carceri iraniane 

di Puoran Najafi  Hengameh Haijassan. Traduzione di Esmail Mohades. Prefazione di Dacia Maraini

 

I racconti di Puoran Najafi e Hengameh Hajhassan, due giovani ragazze finite nelle carceri iraniane solo perché volevano partecipare con entusiasmo al destino del proprio paese. L’integralismo islamico al potere ha cambiato la storia dell’Iran e del mondo ma le due ragazze, nonostante le spaventose torture, trovano nei loro ideali di libertà e democrazia la forza  per resistere e non abbassare la testa all’oppressione del nuovo despota.

Come scrive Dacia Maraini nella prefazione “Molte madri disperate, hanno cominciato, proprio allora, a girare per prigioni e ospedali, cercando disperatamente i corpi dei loro figli scomparsi. Le ragazze però dimostrano un coraggio che colpisce. Sembra di leggere le cronache del primo cristianesimo, quando tante credenti si preparavano al martirio pur di non tradire le nuove idee di uguaglianza e d’amore per il prossimo”.