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Anders Trulson è qui: breve storia del pittore svedese rimasto per sempre tra le montagne abruzzesi

Anders Trulson è qui: breve storia del pittore svedese rimasto per sempre tra le montagne abruzzesi
8,00 €   6,80 € cad.

Dettagli

Antonio Bini, Sergio Bini
2011
168
978-88-95535-30-2
Antonio Bini ricostruisce la storia del giovane pittore svedese, già affermato nella sua terra d'origine, quando ritorna in Italia nell’estate del 1911, insieme al suo vecchio maestro Zahrtmann e ad altri artisti. Trulson, gravemente malato, continua a lavorare
intensamente fino alla morte, circondato dall’affetto degli altri pittori scandinavi, dei proprietari della pensione dove alloggia e degli abitanti di Civita d'Antino. Le ricerche della sua tomba portano a scoprire il vecchio cimitero monumentale del paese, abbandonato oltre settanta anni fa. Un’opera assai singolare, pressoché unica nella storia dell’architettura cimiteriale, eppure dimenticata. L’affascinante interpretazione della sua simbologia è sviluppata da Sergio Bini. Il libro è completato dalla testimonianza di Zahrtmann, che volle pubblicare su una rivista svedese il ricordo dell’amico, subito dopo la sua scomparsa. Tra le curiosità è interessante scoprire come l’Abruzzo fu presente nella grande Esposizione Internazionale d’Arte organizzata a Roma nel 1911, in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia, anche attraverso le opere di Zahrtmann e altri artisti della sua scuola, tra cui lo sfortunato Trulson.
Il taglio del racconto è quello di tentare di spiegare l’oblio che ha portato a dimenticare Civita d’Antino dopo il terremoto del 1915 e con essa l’incredibile storia della colonia artistica scandinava, le cui tracce sono diffuse in numerosi mu­sei del Nord Europa.