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La filiera certificata del Polline

L’Ente Parco ha avviato in questi giorni il progetto di “Filiera del Polline certificato del Parco” che intende acquisire la disponibilità degli operatori apistici alla realizzazione di una rete di monitoraggio e campionamento del polline bottinato dalle api nel territorio protetto.

La produzione del polline presenta notevoli potenzialità nell'ambito delle produzioni apistiche, ancora tutte da sfruttare, e l’Italia al momento importa polline da altri Paesi europei ed extra UE.

La grande ricchezza floristica dell’area protetta già consente la produzione di mieli uniflorali, molto apprezzati dai consumatori, che potranno ora accedere anche al polline che, con innovativi accorgimenti tecnici di conservazione, è in grado di mantenere le proprie caratteristiche di purezza e qualità chimico fisiche.

“Si tratta di una grande occasione” – spiega il Dott. Giorgio Davini, tecnico dell’Ente Parco e curatore del progetto – “poiché il polline è un prodotto naturale con un alto potenziale di impiego, ritenuto un alimento tra i più ricchi e completi e con un elevato contenuto di principi nutritivi, al punto da essere considerato da molti come un “super-alimento”.

Il polline proveniente dell’Area protetta, avvalendosi di una straordinaria qualità e varietà di specie floristiche in ambienti pressoché incontaminati, godrebbe di notevoli risvolti dal punto di vista promozionale a vantaggio di tutto l’Appennino interno.

Consapevole della crescente richiesta del mercato di "polline fresco", l'Ente Parco ha avviato il progetto pubblicando un Avviso pubblico consultabile sul sito web www.gransassolagapark.it rivolto agli operatori apistici, a imprese singole o associate, oltre che ai piccoli apicoltori che esercitano tale attività in maniera stanziale o nomade e che dispongano di apiari localizzati all’interno di uno dei Comuni del Parco. Gli aderenti dovranno mettere a disposizione dell'Ente Parco un apiario costituito da almeno 5 arnie per gli scopi di ricerca, oltre che fornire una campionatura dei pollini ottenuti per le relative analisi.

Agli apicoltori aderenti sarà garantita una opportuna formazione in merito alle tecniche di raccolta del polline e alla costituzione di una filiera specializzata oltre, ovviamente, alla consegna periodica dei risultati delle analisi condotte.

“Sono certo che i risultati del progetto” – dichiara il Presidente del Parco Tommaso Navarra – “daranno merito a questa iniziativa, soprattutto perché potranno determinare la crescita e lo sviluppo delle aziende apistiche già presenti oltre che a crearne di nuove, con evidenti positive ricadute economiche. E questo lo sviluppo sostenibile che intendiamo dare all’area protetta, coniugando le vocazioni anche tradizionali della stessa con la necessaria incentivazione sistemica delle filiere territoriali funzionalizzandole alla tutela delle matrici ambientali, risorsa essenziale di un economia circolare. Ma di fondamentale importanza per l’Ente Parco è cogliere l’obiettivo di incrementare e consolidare la presenza delle api nell'area protetta in quanto gioverà all’impollinazione, azione fondamentale e indispensabile per garantire la biodiversità di specie vegetali spontanee e coltivate.”

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del 31 maggio 2018 all’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in via del Convento – 67010 Assergi (AQ) mediante consegna a mano o per posta.  

Per approfondimenti su polline e miele: Nino Tieri, Maria Rosaria Tieri, Dolce come il miele

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