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Imago Museum a Pescara con Warhol e Schifano Foto Archivio Fondazione Pescarabruzzo

Imago Museum a Pescara con Warhol e Schifano

Si è inaugurato oggi lunedì 8 febbraio l’Imago Museum (in Corso Vittorio Emanuele II, 270 a Pescara) con la mostra  “WARHOL E SCHIFANO TRA POP ART E CLASSICISMO”, «un progetto culturale internazionale interamente finanziato e realizzato dalla Fondazione Pescarabruzzo, che così aggiunge a favore della comunità locale un ulteriore capolavoro ai suoi ‘gioielli di famiglia’», precisa il Presidente, prof. Nicola Mattoscio.

La mostra di apertura, “Warhol e Schifano tra pop art e classicismo” è un percorso attraverso l’esperienza artistica di due Maestri, tra le figure più influenti dell’Arte e della cultura contemporanea, Andy Warhol e Mario Schifano.
Warhol, padre della pop art, con la sua curiosità onnivora ci ha lasciato un corpus di lavori che ha abbracciato ogni mezzo disponibile, contribuendo a determinare il crollo dei confini tra la cultura alta e quella bassa. La sua immensa produzione, capace di dare “cittadinanza” all'oggetto industriale si è intersecata con tutti gli aspetti della cultura pop ed è racchiusa, nell’esposizione presentata a Pescara, in opere originali dai colori brillanti quali serigrafie, stampe, fotografie, disegni, poster, manifesti e copertine di riviste: ben 101 lavori (resi disponibili dalla Rosini Gutman Collection) datati dal 1957 (anno del Golden Book, traduzione commerciale dei primi disegni d’artista) fino alla soglia degli anni Novanta (tra tutti, Interview Magazine, Cover Liza Minnelli, del marzo 1991).
Schifano, personalità emblematica della pop art non solo italiana, è raccontato soprattutto dalla fitta trama di frammenti sottratti dal flusso televisivo e reinterpretati magistralmente. Sono esposte in mostra 301 foto ritoccate con smalti, che costituiscono il nucleo di una altrettanto vasta produzione relativa prevalentemente agli anni ‘80 e ispirata da quella che sarebbe poi diventata la sua “Musa Ausiliaria”. Dall’interesse per la tecnologia e dall’attrazione verso un flusso visivo (si veda Uomo sulla Luna del 1975) si assiste ad un’intensa ricerca che testimonia l’impegno civile dell’uomo Schifano negli ultimi anni di esistenza, ovvero gli anni ‘90. Il ciclo Matres Matutae ne rappresenta il momento culminante. Attraverso 15 tele, 10 carboncini e 2 opere a tecnica mista, tutte esposte, l’artista racconta una storia ancestrale, il mito della dea dell’Alba, della maturità, della pienezza della vita e della fecondità, tributando così il suo omaggio alla dimensione femminile e, in un certo senso, optando per un definitivo ritorno alle origini che, nella dimensione pittorica, con il suo “classicismo” egli, di fatto, non ha mai tradito.

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