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Volpi confidenti

Foto di Massimo Pellegrini

La Volpe è uno dei mammiferi più noti e diffusi in Europa. Personaggio di favole famose ed antiche è da sempre considerata furba ed  in effetti è uno dei mammiferi con le maggiori capacità di adattamento e di sfruttamento delle più diverse risorse trofiche. Da sempre è stata considerata anche dannosa per le predazioni al pollame e alla selvaggina ed è stata pertanto perseguitata e oggetto di vere e proprie campagne di sterminio (in parte ancora condotte localmente per motivi di interesse venatorio). 

Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato anche in Abruzzo. Fino agli anni ’80 del secolo scorso, la capacità della Volpe di vivere a stretto contatto con l’uomo era nota in Europa quasi esclusivamente per le grandi città nord-europee come Londra, Copenaghen e Stoccolma dove la cultura ambientalista ed animalista era già radicata da tempo e la tutela ed il rispetto verso ogni forma di vita animale non poteva che essere immediatamente avvertito anche dalle volpi. Una particolarità notata da molti ricercatori per le cosiddette “volpi urbane”, così come per i gatti randagi delle città, è quella della maggiore socialità rispetto agli esemplari che vivono negli ambienti naturali. In pratica la disponibilità maggiore e più concentrata di risorse alimentari, fornite direttamente o indirettamente dall’uomo nelle città, rende queste volpi meno territoriali e non è difficile pertanto osservarne anche più esemplari insieme mentre cercano il cibo accanto alle case o mentre “rubano” il mangiare dai cassonetti dell’immondizia.

L'articolo completo è stato pubblicato sulla rivista D’Abruzzo n. 120 inverno 2017 
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