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Le gole di San Venanzio

Foto di Marco Graziani

Dal punto di vista paesaggistico il territorio delle Gole di San Venanzio offre immagini e scorci incomparabili: basti citare le spettacolari vedute che si aprono dalla sommità dei rilievi, i balzi ripidi e scoscesi, le distese boschive, le imponenti formazioni rocciose e lo scenario mozzafiato della forra con le sue pareti a strapiombo tra le quali scorrono le acque del fiume, ora disperdendosi in mille rivoli, ora placandosi in buche profonde, ora scrosciando in allegre cascatine.

In questi ambiti, poi, bisogna registrare diverse tipologie vegetali di eccezionale importanza e di grande interesse fitogeografico: a tal proposito è da sottolineare la presenza, nelle Gole, dell’efedra nebrodense (Efedra major), una particolarissima Gimnosperma cespugliosa che costituisce un raro paleoendemismo, rilevato in Abruzzo in tre sole località. Ancora tipici degli ambienti rupestri sono la campanula, il fiordaliso giallo, la linajola rossa ed il garofano cigliato. Altre specie, rare ed importantissime, sono presenti nei pascoli e nelle garighe: ricordiamo, fra le altre la ferula, la dafne sericea, il cardo del Carso, il bosso e la stipa capillare.
Laddove la pendenza lo consente, si sviluppano splendidi aspetti di macchia mediterranea, con abbondanza di leccio, roverella, terebinto, ai quali si aggiungono, nelle zone più fresche, l’orniello, il carpino nero, l’acero di monte ed il sorbo montano. Anche in queste boscaglie sono presenti specie di grande importanza, come ad esempio il sommacco (Cotinus coggyria), arbusto, che, per l’Italia, ha proprio in Abruzzo il suo limite meridionale per quanto riguarda il versante adriatico.

Alla ricchezza e alla varietà degli elementi botanici si accompagna nel territorio delle Gole un’altrettanto varia e ricca fauna. A tal proposito è da sottolineare che nelle Gole nidifica l’Aquila reale, insieme ad altri rapaci quali il lanario, il biancone, lo sparviero, il gheppio, il lodolaio ed il falco pellegrino. Sempre per quanto riguarda l’avifauna, interessante è la presenza nella zona del merlo acquaiolo, specie che può essere considerata come vero e proprio indicatore di acque non inquinate.



Sulle rive del fiume vive una grande ed importante rappresentanza dell’avifauna tipica delle zone umide con esemplari stanziali o di passo.
Tra i mammiferi, abitano in modo fisso l’area delle Gole numerose specie, tra le quali il tasso, il ghiro, la martora e l'istrice. Come se non bastasse, la splendida realtà ambientale, paesaggistica e naturalistica della zona trova un particolarissimo e singolare complemento nell’esistenza di numerose testimonianze archeologiche, storiche, artistiche e religiose.

Da visitare nei pressi l'Abbazia benedettina di San Martino in Valle


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