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La corsa degli zingari

Pacentro è un antico centro della Valle Peligna, ricco di storia e di cultura, ma segnato da una economia che è stata sempre molto difficile e che ha trovato uno sbocco prima nel bracciantato stagionale verso l’agro romano e la Puglia, poi nel­l’emigrazione d’oltre Oceano.

Il paese è conosciuto, anche fuori regione, per il bellissimo nucleo medioevale che ancora conserva, caratterizzato dalle torri di avvistamento che si ergono sul Morrone, e da una singolare tradizione che ogni anno richiama una folla di turisti e curiosi. La domenica più vicina all’8 settembre in onore della Madonna di Loreto, a cui è dedicata una piccola chiesa entro le mura, i giovani corrono una spettacolare corsa a piedi scalzi, detta degli Zingari.

Il termine zingaro indica nel dialetto locale chi non possiede nulla e cammina a piedi scalzi (ha ‘rmaste zínghere e nnude - è restato scalzo e nudo). Dalla sommità di Colle Ardinghi posto di fronte all’abitato, alle ore 18,30, al segnale dato dallo scam­panio di Santa Maria di Loreto, i partecipanti scendono i fianchi scoscesi del­la montagna fino al torrente Vella e, sempre correndo, con i piedi feriti e lacerati dalle pietre e dai rovi, risalgono le vie del paese e raggiungono l’altare della Madonna, dove si accasciano stremati. Al vincitore viene consegnato il palio che già delle prime ore del mattino viene esposto sulla facciata della chiesa. Consiste in un taglio di stoffa di lana per confezionare un vestito da uomo, che un tempo costituiva un premio ambito e che al giorno d’oggi esprime solo una funzione simbolica e di prestigio.

Dopo aver ricevuto le prime cure ai piedi feriti, il vincitore viene portato in trionfo per le vie di Pacentro, issato sulle spalle di una vociante comitiva di pa­renti ed ami­ci fino a casa, dove il vicinato organizza i festeggiamenti, distribuendo vino e biscotti a tutti gli intervenuti. Da qualche anno la corsa è preceduta da quella degli zingarelli (bambini dagli otto ai quattordici anni) che corrono, sempre a piedi scalzi, un percorso più breve e meno accidentato. I pacentrani, che assicurano che la tradizione si ripete dal 1450, ne individuano la leggenda di fondazione nella sosta che la Santa Casa, trasportata dagli angeli, avrebbe fatto su Colle Ardingo. Il culto per la Madonna Lauretana si diffonde a Pacentro intorno al 1550, epoca in cui è attestata la costruzione della chiesa, soprattutto tra il ceto pastorale, anche se è ipotizzabile che la tradizione del pellegrinaggio al Santuario di Loreto sia anteriore e spostabile alla fine del secolo precedente.

L’uso di correre in occasione di feste religiose è una pratica molto antica e probabilmente appartenne anche alle popolazioni italiche che abitarono questa zona. Un tempo era diffusa in molti altri luoghi, dove bambini nudi entravano correndo in chiesa, durante le funzioni so­lenni. A Pacentro questa tradizione, che sembra essere la sopravvivenza di antichi riti di iniziazione e passaggio dall’età puberale a quella adulta, è percepita con significati penitenziali ed è ritenuta una prassi sostitutiva del pellegrinaggio alla Santa Casa.

Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del libro Abruzzo 150 antiche feste di Maria Concetta Nicolai

 

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