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Frattura, un luogo dell'anima

Testo di Ilde Galante foto di Michele D'Alessandro

Un piccolo paese più vicino al cielo che al mare. Frattura e la sua gente hanno una storia tutta da raccontare. Una storia unica ma che, allo stesso tempo, rappresenta il paradigma di un destino comune a molte altre località dell’Appennino centro-meridionale.
Le cronache del passato ci raccontano come l’attaccamento alla propria terra e la difesa delle radici da parte di una comunità seppur sparuta, siano riusciti a trasformare gli svantaggi territoriali in risorse, assicurando la sopravvivenza in condizioni alle volte davvero proibitive.

frattura

Una volta imboccata la strada provinciale SP 110, dopo circa sei chilometri caratterizzati da una serie di suggestivi tornanti, si guadagna una quota che sfiora i 1300 metri. Qui si incontrano le prime case di Frattura che subito ci regala un belvedere dal quale ammirare un emozionante panorama su Scanno, il Lago e la vicina Villalago. La sensazione è quella di essere saliti così in alto da poter quasi toccare con mano le cime del Monte Genzana e della Terratta che svettano oltre i duemila metri e sembrano stringersi attorno a noi in un abbraccio.
Durante l’ascesa si percepisce un graduale senso di benessere e di serenità. È l’ennesima conferma del fatto che spesso negli angoli meno conosciuti dell’Abruzzo si nascondono dei piccoli scrigni ricolmi di tesori paesaggistici di rara bellezza.

L'articolo completo è stato pubblicato sulla rivista D’Abruzzo n.120 inverno 2017
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