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Navelli

Foto di Gaetano Basti

Salendo dalla vallata di Capestrano verso L’Aquila si incontrano gli ultimi ulivi secolari che guardano verso sud, dopo pochi minuti sulla nostra destra ci appare maestosa e gentile, piena di luce Navelli. Ubicata ai margini del Tratturo Magno ha ancora intatti i segni della sua antica ricchezza quando la lana delle pecore e il suo pregiatissimo zafferano attiravano mercanti e banchieri da tutta l’Europa.


Il toponimo Navelli è controverso, ma la tradizione popolare parla di un Novelli da nove ville dall’unione delle quali, nacque un unico castello.

Intorno al VI sec a. C si hanno i primi insediamenti italici: sono i Vestini ad occupare questi territori. Una menzione del chronicon Volturnense del 787 parla della chiesa di Cerule, l’attuale Santa Maria in cerulis. Nel 1269 partecipa alla fondazione del Comitatus Aquilano. Nel 1423 si oppone eroicamente alle truppe di Fortebraccio da Montone.

L’assetto urbano del Borgo è stato modificato nel corso dei secoli a causa dei vari terremoti, principalmente quelli del 1456 e del 1703. Volendo visitare il paese consigliamo di iniziare dall’alto, dove si può arrivare in macchina. Qui abbiamo l’imponente ma armonico Palazzo - castello Santucci con un ampio cortile ingentilito da un pozzo centrale e due scalinate in pietra che portano al loggiato superiore costituito da una teoria di arcate a tutto sesto; nelle stanze interne ci sono monumentali camini. All’esterno la chiesa di San Sebastiano (il patrono festeggiato il 20 gennaio) presenta, nell’ingresso laterale aperto su una caratteristica loggia, un fantastico portone magistralmente intagliato. Scendendo incontriamo Porta Castello, l’unica delle due originarie arrivata fino a noi. E’ bello farsi risucchiare dalle stradine medioevali che ogni tanto si aprono a squarci bellissimi soprattutto sulla Maiella. Ci sono poi altri palazzi importanti per esempio in via S.Pasquale. Passeggiando al difuori delle mura sono di grande interesse palazzo Piccioli e palazzo Mancini; molto ricche e interessanti sono anche le varie chiese come quella del Rosario e, appena fuori dell’abitato, le chiese tratturali S. Maria delle Grazie e Madonna del Campo.

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