L’Aquila Capitale della Cultura si arricchisce di nuove prestigiose esposizioni. E’ notizia recente che l’“Ecce Homo” di Antonello da Messina sarà esposto al MuNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo), nei prossimi mesi. L’annuncio è stato dato direttamente dal ministro della Cultura Alessandro Giuli durante il Forum in Masseria 2026 a Saturnia. Ma un ‘altro capolavoro, la “Visitazione” di Raffaello Sanzio, ritornerà a L’Aquila, nel Museo Munda, dopo quasi quattro secoli. Eseguita intorno al 1517 per la chiesa di San Silvestro, la pala d’altare venne meno al patrimonio cittadino nel 1655, a causa delle truppe d’occupazione spagnole, per confluire nelle collezioni reali di Filippo IV. A distanza di quattrocento anni, la tela si ricongiunge finalmente al contesto per cui fu originariamente concepita. L’iniziativa, ideata dal Museo Nazionale d’Abruzzo, è sostenuta e finanziata dal Comune dell’Aquila nell’ambito delle attività per L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Questo traguardo diplomatico e scientifico è stato raggiunto grazie a una virtuosa collaborazione istituzionale che ha visto coinvolti, oltre al Comune e al Museo Nazionale d’Abruzzo, la Direzione generale Musei del Ministero della cultura, l’Ambasciata di Spagna in Italia, il Museo del Prado e la Diocesi di Pistoia.
La mostra, dal titolo “La visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra, rappresenta un evento di portata internazionale che vedrà il capolavoro del maestro urbinate, oggi vanto del Museo del Prado di Madrid, dialogare con la celebre Visitazione di Carmignano del Pontormo, di proprietà della Diocesi di Pistoia. L’esposizione sarà ospitata dal 27 giugno prossimo al MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, nella sede del Castello cinquecentesco.
La Visitazione di Raffaello, capolavoro devozionale di 202×146 cm, sarà parte di una mostra, improntata a criteri di accessibilità e inclusione, accosterà dipinti, disegni, stampe e documenti d’archivio.
Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila: “Il ritorno dell’opera La Visitazione di Raffaello ha un valore storico, artistico e sentimentale che non ha pari per la nostra terra. Portarla di nuovo all’Aquila, dopo 400 anni, dimostra la solidità del nostro progetto per il 2026 e la capacità del Comune di dialogare con le più grandi istituzioni internazionali come il Museo del Prado. Un risultato reso possibile dall’autorevolezza del Museo Nazionale d’Abruzzo del Mic e dalla preziosa e costante interlocuzione con l’Ambasciata di Spagna in Italia, per cui ringrazio sua eccellenza Miguel Fernández-Palacios, che ha facilitato un percorso di diplomazia culturale senza precedenti. Così come preziosa è stata la mediazione presso la Diocesi di Pistoia per il prestito della Visitazione del Pontormo. Abbiamo creduto fermamente e investito in questa operazione, convinti che la collaborazione transnazionale e la cultura siano una miscela determinante per la rinascita e la proiezione globale del nostro territorio”.
“Il Museo – ha dichiarato Federica Zalabra, direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo – di concerto con la Direzione generale dei Musei del Ministero della cultura, ha portato avanti il progetto della mostra La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo giungendo, dopo quasi due anni di lavoro, alla sua fase realizzativa durante la stagione estiva del 2026. L’ambizioso evento espositivo si inserisce nella visione generale di indirizzo del Museo come punto di riferimento culturale per il territorio e per la città. Aprire la mostra al Castello nell’anno in cui L’Aquila è stata designata Capitale italiana della Cultura rappresenta un ulteriore obiettivo per il MuNDA che negli ultimi anni ha conquistato credibilità e reputazione su scala nazionale e internazionale, contribuendo a rafforzare il profilo di sviluppo territoriale economico guidato dalla cultura”.







