L’Alberghiero di Teramo apre le porte all’Ecuador: la cucina come ponte tra culture

da | Ott 5, 2026 | In evidenza, Società | 0 commenti

Dal 5 al 16 ottobre il Di Poppa-Rozzi ospiterà una delegazione di docenti e di professionisti di Guayaquil. Due settimane di formazione, di laboratori e di scambio culturale nel segno del cibo come linguaggio universale. La cucina che supera i confini, che mette in comunicazione persone lontane migliaia di chilometri e che trasforma una ricetta in un’occasione di conoscenza. È proprio questa l’idea alla base di “Gusto senza Confini – Italia ed Ecuador: un ponte di sapori e culture”, il progetto internazionale che dal 5 al 16 ottobre porterà all’Istituto di Istruzione Superiore “Di Poppa-Rozzi” di Teramo una delegazione ecuadoriana della Escuela de los Chefs di Guayaquil.Nove docenti e professionisti della gastronomia, della pasticceria e della ristorazione saranno ospitati per due settimane nelle aule, nei laboratori e nelle cucine dell’Istituto alberghiero, dando vita a un confronto che andrà ben oltre la semplice presentazione della cucina ecuadoriana.

Lo scopo non è solo far conoscere agli studenti italiani nuovi ingredienti, tecniche e preparazioni, ma mettere in dialogo due patrimoni gastronomici, facendo della cucina uno strumento di formazione, di conoscenza e di relazione. Da una parte ci sarà l’Ecuador, con la propria cultura gastronomica, le proprie materie prime e le proprie tecniche; dall’altra l’Italia e, in particolare, l’Abruzzo, con un patrimonio fatto di prodotti, ricette, gesti e tradizioni che il Di Poppa-Rozzi ha scelto da tempo di portare dentro la scuola e di consegnare alle nuove generazioni. È forse proprio questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa. L’apertura internazionale non arriva infatti come un episodio isolato, ma si inserisce in una precisa idea di formazione che l’Istituto sta sviluppando nel tempo: conoscere il mondo senza perdere il legame con il proprio territorio.

Lo scorso aprile, ad esempio, il Di Poppa-Rozzi aveva dedicato una giornata alle Virtù teramane, mettendo intorno allo stesso tavolo studenti, docenti e ristoratori del territorio. Sette chef avevano proposto altrettante interpretazioni di uno dei piatti più identitari della cucina teramana, trasformando una ricetta della tradizione in un’occasione di confronto, studio e racconto. Un’esperienza significativa perché è riuscita a dimostrare come la tradizione gastronomica potesse diventare una vera materia di studio: non soltanto qualcosa da cucinare, ma qualcosa da conoscere, comprendere, raccontare e tramandare. È lo stesso filo conduttore che ora porta l’Istituto a guardare “oltreoceano”. Durante le due settimane del progetto ecuadoriani e italiani lavoreranno fianco a fianco attraverso laboratori, dimostrazioni pratiche, degustazioni e momenti di confronto dedicati alla cucina, alla pasticceria, al servizio di sala e all’accoglienza. Ma ci sarà anche l’occasione per uscire dalle cucine della scuola e incontrare il territorio: aziende agroalimentari, produttori, ristoratori e realtà dell’ospitalità abruzzese.

Gli studenti saranno così protagonisti di un’esperienza che mette insieme competenze professionali e competenze interculturali. Imparare a cucinare un piatto, conoscere una materia prima o affinare una tecnica diventa anche imparare a confrontarsi con chi ha una storia, una cultura e una tradizione diversa. E così la cucina, in questa occasione, diventa davvero “un ponte”. Un ponte che il 7 ottobre, alle ore 13, vedrà un momento particolarmente significativo con la presenza all’Istituto dell’Ambasciatore dell’Ecuador in Italia, S.E. Esteban Moscoso Bohman. In quell’occasione verra’ presentata e aperta alla sottoscrizione una lettera d’intenti rivolta agli enti locali e ai produttori regionali, con l’obiettivo di porre le basi per una futura delegazione italiana in Ecuador. L’ambizione è, infatti, quella di trasformare queste giornate di incontro in qualcosa che possa durare oltre il tempo di un progetto scolastico: creare relazioni, favorire scambi commerciali e formativi e costruire nuove occasioni di collaborazione tra l’Abruzzo e il Paese sudamericano.

«Crediamo fortemente che la formazione debba essere collegata al territorio, ma allo stesso tempo aperta al mondo», sottolinea la dirigente scolastica Caterina Provvisiero. «Attraverso questo progetto possiamo valorizzare le nostre competenze e le nostre tradizioni e, contemporaneamente, imparare da una cultura gastronomica ricca e diversa come quella dell’Ecuador».

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