Nasce la nuova DOCG Casauria per il Montepulciano d’Abruzzo

da | Nov 13, 2025 | Enogastronomia, In evidenza | 0 commenti

L’Abruzzo ha una nuova Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Si tratta della Casauria DOCG, dedicata al Montepulciano d’Abruzzo, che coinvolge 18 comuni della provincia di Pescara.
Dopo anni di lavoro e di attesa, è scaduto il periodo di novanta giorni previsto per eventuali opposizioni da parte dei Paesi dell’Unione Europea. Ora si attende la pubblicazione del disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale Europea, ultimo passo che renderà pienamente operativa la denominazione. L’annuncio della nascita della DOCG Casauria è arrivato durante la cena di gala dell’Abruzzo al Merano Wine Festival, alla presenza di giornalisti e buyer internazionali. A comunicarlo è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente, sottolineando l’importanza del risultato per la viticoltura abruzzese. La nuova denominazione è il frutto del lavoro dell’associazione guidata dall’enologo Concezio Marulli, che con determinazione e sobrietà ha portato avanti il progetto con il supporto della Regione Abruzzo. Fino a oggi Casauria era una sottozona del Montepulciano d’Abruzzo DOC, già presente in etichetta su nove vini di aziende locali. Con il nuovo riconoscimento, Casauria conquista la piena autonomia, diventando un simbolo di eccellenza e identità per il vino abruzzese.
La nuova DOCG Montepulciano d’Abruzzo Casauria comprende i comuni di:
Bolognano, Castiglione a Casauria, Cugnoli, Pietranico, Scafa, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Torre dei Passeri, Turrivalignani, e parte dei territori di Alanno, Bussi sul Tirino, Brittoli, Corvara, Lettomanoppello, Manoppello, Pescosansonesco, Popoli, Serramonacesca e Tocco da Casauria.
“La nuova DOCG Casauria rappresenta una tappa fondamentale per la viticoltura abruzzese – ha dichiarato l’assessore Emanuele Imprudente – un risultato voluto dal territorio e sostenuto con forza dalla Regione. È un riconoscimento che rafforza l’identità del nostro vino e crea nuove opportunità per l’economia e il turismo enogastronomico dell’Abruzzo.”

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