A Teramo la qualità scende in piazza e incontra i cittadini. Ha preso il via nel piazzale San Francesco il nuovo mercato di Campagna Amica promosso da Coldiretti, un appuntamento settimanale che ogni martedì (ad eccezione dei mesi estivi) porterà nel cuore della città i prodotti della filiera corta. Un’iniziativa che nasce in un momento non semplice per il settore agricolo, stretto tra cambiamenti climatici e aumento dei costi di produzione, ma che proprio per questo punta a rafforzare il legame tra produttori e consumatori. Il mercato si inserisce inoltre in un percorso più ampio di valorizzazione del territorio, in dialogo con eventi come la Fiera dell’Agricoltura di Teramo e con l’obiettivo futuro di approdare in uno spazio stabile come il Mercato Coperto. Ne abbiamo parlato con il direttore di Coldiretti Teramo, Daniele Di Venanzio. Direttore, il mercato nasce in una fase complessa per l’agricoltura. Qual è oggi il valore della filiera corta?
“È un valore fondamentale perché garantisce qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare in questo modo il consumatore conosce con certezza l’origine di ciò che acquista. Allo stesso tempo, l’assenza di intermediari consente prezzi più equi per i cittadini e maggiori margini per gli agricoltori.

La filiera corta rafforza inoltre il rapporto diretto tra produttore e consumatore, creando fiducia e consapevolezza. Infine, contribuisce alla sostenibilità riducendo emissioni e sprechi e valorizzando la stagionalità dei prodotti, nel rispetto del territorio”
Avete scelto una zona strategica della città. Quanto conta portare l’agricoltura in piazza?
“Portare l’agricoltura in piazza significa rafforzare il legame con il territorio, avvicinare concretamente i cittadini al mondo agricolo e sostenere le imprese locali, valorizzandone le eccellenze”.
Il mercato di Campagna Amica si propone così come molto più di un semplice spazio di vendita: un luogo dove la qualità incontra la relazione, e dove il consumo diventa un gesto consapevole. Un tassello importante per rafforzare il legame tra città e campagna e per sostenere, concretamente, l’agricoltura locale.







