Una sala ristorante trasformata in laboratorio di cultura gastronomica, dove tradizione e formazione si sono incontrate in modo concreto. Si è svolto oggi presso l’I.I.S. Di Poppa–Rozzi di Teramo l’evento “Virtù a confronto”, dedicato a uno dei piatti più rappresentativi della cucina abruzzese: le Virtù teramane. Protagonisti gli studenti del polo alberghiero, impegnati in tutte le fasi dell’iniziativa: dall’accoglienza al servizio, fino al racconto del piatto. Un’esperienza immersiva che ha portato la didattica fuori dall’aula, trasformandola in pratica reale e mettendo alla prova competenze tecniche, organizzative e relazionali. A moderare l’incontro è stato Giancarlo Pierannunzi di Virtù Quotidiane, che ha guidato il confronto tra scuola e professionisti del settore. Al centro della giornata, le Virtù: piatto identitario per eccellenza, tradizionalmente preparato il primo maggio, nato come sintesi tra la dispensa contadina di fine inverno e i primi prodotti della nuova stagione. Una ricetta complessa, fatta di equilibri, tempi e gesti che racchiude il senso più autentico della cucina del territorio.

Sette i ristoratori coinvolti, chiamati a proporre una propria interpretazione del piatto, affiancata da abbinamenti studiati per valorizzarne le caratteristiche. Un confronto diretto tra visioni diverse, in equilibrio tra rispetto della tradizione e slancio innovativo:
- Piero Cordoni de “La Granseola”, con una virtù di mare abbinata ad un Pecorino dell’Azienda Cerulli-Spinozzi ha aperto la degustazione
- Alessandro De Antoniis di “Cipria di mare”, con la sua virtù di pesce abbinata a Pecorino DOC Vinum Hadrianum di Atri, affinato in anfore realizzate a Castelli (TE).
- Tommaso Melzi chef di “Ebrius”, e la sua virtù accompagnata dal Cerasuolo Ausonia
- Patrizia Corradetti per il Ristorante Zenobi con un Cerasuolo Strappelli.
- Marcello Schillaci de “La Cantina di Porta Romana”, con un cocktail agrumato in pairing
- Mirna Iannetti de “I Tre Archi”, con il nipote Cristiano – giovane Chef, ex studente dell’Istituto Alberghiero e quarta generazione – in abbinamento ad una birra IPA artigianale de “La Casa di Cura”, aromatizzata con luppolo americano e tè verde cinese.
- E poi Rosita D’Antonio appassionata di cucina, con le sue delicate virtù abbinate ad un Cerasuolo dell’Azienda Faraone.

Un percorso degustativo che ha evidenziato la versatilità delle Virtù e la capacità dei ristoratori di reinterpretare un piatto storico senza snaturarne l’identità, attraverso tecniche contemporanee e accostamenti originali.
A valutare le proposte una giuria degustativa, chiamata ad esprimersi sull’equilibrio complessivo e sugli abbinamenti. A conquistare il primo posto è stato Alessandro De Antoniis, premiato per l’armonia tra la sua interpretazione e il Pecorino Vinum Hadrianum.
Nel corso dell’evento, la dirigente scolastica Caterina Provvisiero ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa: “Eventi come questo rappresentano un’occasione concreta per gli studenti di misurarsi con la tradizione, comprenderne il significato più profondo e trasformarla in competenza. La cucina è cultura viva: esperienze come questa di oggi insegnano a custodirla e a interpretarla con uno sguardo contemporaneo”.
Particolarmente apprezzata la sinergia con i ristoratori del territorio, che ha reso “Virtù a confronto” un vero momento di dialogo tra scuola e mondo del lavoro. Non solo degustazione, dunque, ma un’esperienza completa, fatta di profumi, gesti e relazioni, in cui il cibo si conferma strumento di trasmissione culturale.
L’iniziativa si consolida così come un appuntamento capace di valorizzare il patrimonio gastronomico locale e, allo stesso tempo, di proiettarlo nel futuro attraverso le nuove generazioni.








